Cucina EREtica – r/esistenze contadine dei Monti Erei

Siamo la convergenza di tante esperienze: siamo grani antichi, legumi, miele, olio, mandorle, siamo mani in pasta, terra, fuoco.

Siamo artistə, attivistə, musicistə, operatorə culturali e sociali, camminatorə, archeologə, contadinə a volte fuori luogo (ma sempre presenti al nostro futuro), protagonisti delle nostre vite in un territorio sempre più desertificato. Siamo scappati di casa, e poi ci siamo tornati – radici che a piccoli passi cercano il cielo.

Ci hanno fatto incontrare la permacultura e l’ecologia sociale, ci unisce il desiderio di ognunə di noi di animare il territorio che abitiamo, di nutrire rapporti semplici e genuini di amicizia e fiducia reciproca, di proteggere le biodiversità ambientali e sociali e alimentare una creatività libera e non corrotta. Questo percorso ha bisogno di una collettività resistente e organizzata. Molti di noi sono parte di reti e cooperative del territorio e hanno dato vita al Biodistretto Agroecologico dei Monti Erei: uno strumento che nel nostro caso nasce dal basso per dare potere economico e decisionale ai piccoli agricoltori, mantenendo autonomia e indipendenza.

L’attivismo si mescola con le nostre produzioni per un’agricoltura rigenerativa ben radicata e cosciente delle identità del territorio, ma anzitutto sostenibile e figlia di una visione olistica. Nasciamo e viviamo in autogestione e autofinanziamento, condividendo le nostre risorse; non abbiamo ancora uno spazio pubblico comune, ma mettiamo in comune i nostri spazi personali. Ci lega il pane in particolare, alimento e rituale, che silenziosamente ci indica l’orizzonte e rimette tutto in equilibrio. Ogni impasto si trasforma in momento conviviale e sorpresa – ogni volta unico: rinascita. Promuoviamo e valorizziamo la materia prima e la socialità, la convivialità e il mutuo aiuto che nasce e lievita attorno ad essa. Le pietanze che prepariamo sono il frutto del riconoscimento e la convinzione che dietro la materia prima biologica e di qualità deve esserci la condivisione della stessa visione.

Ci poniamo in antitesi alla ricerca della perfomance e del profitto a tutti i costi, contro la grande distribuzione organizzata, contro l’anonimato del mercato che appiattisce e svuota di senso la vita e i saperi contadini, le identità territoriali e la sua storia. Questa filosofia è condivisa dalla rete di produttori e produttrici che ci affiancano nel nostro cammino di r/esistenza erEtica. Siamo parte di un sogno fragile e granitico fatto di esaltazioni, delusioni, ripensamenti e caparbietà, in un territorio fertile seppur arido, sempre facile preda di interessi speculativi. Cerchiamo le nostre radici e non sappiamo se infine questa ricerca ci porterà a radicare senza radicamento, se alla fine alcuni di noi dovranno emigrare e seguire la strategia di un fertile nomadismo, come semi digeriti e cacati nel vento per radicare e sradicarsi ancora in altri contesti e schemi sociali. Nel frattempo dissodiamo una terra a volte impaurita dai progetti condivisi e collettivi, ma popolata di sguardi aperti.

Impariamo dalla Natura, ma nonostante tutto non ci capiamo una minchia!